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Villa Ravagnani Trombetta

villa ravagni

È un palazzo del Settecento che si trova sulle pendici del monte San Michele a 265 m di altezza, all’inizio del sentiero. Nel Quattrocento ne esisteva uno più ampio sul quale fu poi costruito l’attuale edificio a tre piani con mura orlate da merli ghibellini. L’antico ingresso, che si trova all’inizio della via San Michele, un tempo immetteva in un viale alberato lungo il quale si incontravano prima la “casanteria”, poi le scuderie e infine la villa, il parco di pini e il terrazzo con balaustre e splendida vista sul lago. Vicino all’attuale ingresso si può vedere un gazebo di metallo con cupola orientaleggiante.

Il merlo è tipico dell’architettura militare medievale, in particolare dei castelli. La sua funzione principale era di difesa. I merli guelfi stavano ad indicare che i proprietari del castello erano sostenitori del papato mentre quelli ghibellini indicavano un’alleanza del signore con l’imperatore. Durante il dominio scaligero, Verona fu sempre città ghibellina. I merli a coda di rondine infatti sono una costante del paesaggio cittadino e del territorio circostante, compresa la
zona del lago di Garda. La merlatura fu poi riutilizzata nell’Ottocento, nel periodo romantico-neogotico, in cui molte ville furono modificate sull’onda della moda che rivalutava il periodo medievale.

Il pozzo(1) in via San Michele era inserito un tempo nella proprietà Ravignani, che comprendeva anche tutto il versante sud del monte.

ALLORO(2) Laurus nobilis, Famiglia Lauraceae

È un albero sempreverde perenne, originario dell’area mediterranea. Può raggiungere un’altezza di 20 metri e viene coltivato anche come cespuglio ornamentale. Le foglie coriacee ed aromatiche vengono utilizzate per la preparazione di alcune pietanze. Nella mitologia romana Apollo si innamorò di una splendida ninfa dei boschi, Dafne. La giovane, per sfuggirgli durante un inseguimento, invocò la dea della caccia Diana che, per aiutarla, la trasformò in una pianta di alloro. Apollo, sconsolato, fece una corona con le foglie e la portò sempre vicino al cuore. Durante le cerimonie, gli imperatori di Roma si cingevano la testa di alloro, considerandola pianta nobile. Nel Medioevo e nel Rinascimento ad essere incoronati o “laureati” erano i giovani letterati e i poeti. Il termine attuale di “laurea” deriva proprio da questo riconoscimento. Secondo la tradizione popolare piantare un alloro davanti alla porta di casa allontanerebbe i fulmini.

FICO(3) Ficus pumila, Famiglia Moraceae

È un piccolo arbusto rampicante sempreverde originario dell’Asia orientale. Ha portamento prostrato, e utilizza le radici avventizie che si dipartono dai fusti per attaccarsi al supporto, di norma rupi o muri; ha foglie cuoriformi o lanceolate, lucide e di consistenza anche molto robusta. Può sviluppare foglie di dimensioni diverse nelle fasi di vegetazione; anche i rami portanti i frutti sono diversi da quelli della vegetazione normale, assumendo portamento eretto per esporli. In zone temperate ed in siti protetti dal freddo tende a ricoprire i muri, formando uno strato compatto, anche molto esteso.

IL SIMBOLO(4) 

Scolpito nella pietra sui lati dell’antico ingresso, rappresenta 4 petali che sono come raggi di un cerchio disposti a croce. Si tratta di un simbolo augurale che si trova spesso sui portoni ad arco e che protegge le case dal malocchio. La sua forma richiama i simboli solari più antichi come la Rosa Camuna o il Sole delle Alpi.

l CTG El Preon Aps ha deciso di dedicare questo percorso fra natura, storia e tradizione alla memoria di uno dei soci fondatori del gruppo, Romano Giacomelli, instancabile sostenitore della cultura e del mondo scolastico cavaionese, recentemente scomparso.