PARCO DELLE SCULTURE “DONNE DEL MARMO” / CLAUDIA FORMICA

Per colmare un vuoto dato dall’assenza di toponomastica femminile del Comune di Cavaion Veronese, l’Amministrazione ha voluto dedicare il parco tra via Pozzo dell’Amore e via Cà Nove alle Donne, in particolare alle “Donne del Marmo” e alla scultrice del Monumento ai Caduti di Cavaion, Claudia Formica (1903-1987), per dare evidenza all’intelligenza e alla creatività femminile, nello specifico nel comparto lapideo, un settore importante per l’economia del territorio dove attualmente operano anche molte donne. In questo progetto di “toponomastica femminile” si coglie l’occasione per fare un po’ di ordine nella storia del proprio paese, risistemando e valorizzando opere d’arte ‒ frutto dei Simposi del Marmo organizzati dal Comune, in collaborazione con le aziende del territorio, tra gli anni 1998 e gli inizi del 2000 ‒, sculture rimaste silenziose e spesso nascoste a cui ridare luce creando un legame significativo anche con il Monumento ai Caduti di Cavaion in piazza della Chiesa, realizzato dalla scultrice Claudia Formica negli anni quaranta del ‘900. Il progetto di questa intitolazione voluto dal Comune di Cavaion ha preso forma in collaborazione con l’associazione nazionale “Donne del Marmo”, il gruppo CTG “El Preon” di Cavaion-Affi e la Scuola tecnica del marmo-Istituto Salesiano San Zeno.

CLAUDIA FORMICA (Nizza Monferrato 1903 ‒ Torino 1987)

Tra le più importanti scultrici e ceramiste piemontesi del Novecento, figura fortemente indipendente, Claudia Formica riuscì ad affermarsi professionalmente e a mantenersi con il proprio lavoro in una disciplina, la scultura, tradizionalmente considerata prerogativa maschile. Nata nel sud dell’Astigiano, si trasferì a Torino per studiare all’Accademia Albertina di Belle Arti sotto la guida di maestri come Edoardo Rubino e Giovanni Riva. Fu tra le prime donne a frequentare i corsi di scultura dell’ateneo torinese. A partire dal 1927, si distinse come una delle prime modellatrici di punta per la celebre manifattura torinese Lenci. Realizzò per il marchio diverse figurine in ceramica di grandissimo successo commerciale e critico, tra cui la nota serie «Confidenze». Nel 1929 aprì un laboratorio ceramico indipendente. Dal 1929 al 1942 partecipò a tutte le esposizioni regionali organizzate dal Sindacato Fascista di Belle Arti ed espose le sue opere a Firenze e Napoli.
Partecipò anche alla Biennale di Venezia nel 1940 e nel 1950. Le sue sculture si distinguevano per una spiccata vitalità plastica, una solida modellazione e una grande attenzione psicologica. I suoi soggetti prediletti includevano l’infanzia e l’adolescenza, la figura femminile e l’arte sacra. Realizzò monumenti pubblici e funebri di rilievo, tra cui il fante in bronzo per il Monumento ai Caduti di Incisa Belbo (oggi Incisa Scapaccino, 1927). Ed è proprio questa opera il collegamento con il paese di Cavaion Veronese dove si trova un Monumento ai Caduti “gemello” in marmo della scultrice Formica. In una recente ricerca storica a cura di Guido Galvanini e Daniela Zanetti, da cui è nato il libro La curiosa storia del monumento ai caduti di Cavaion Veronese, edito a cura del gruppo CTG “El Preon” (2024), è emerso il collegamento tra le due opere commemorative e il finale posizionamento del Monumento di Cavaion nella piazza della Chiesa il 28 agosto 1960. Dopo anni di parziale oblìo, la figura della scultrice Claudia Formica è stata riscoperta grazie a studi storici di genere, in particolare al lavoro di ricerca di Chiara Lanzi. Gran parte dei gessi e delle opere di Claudia Formica sono oggi conservati e visitabili presso la Gipsoteca “Claudia Formica”, ospitata nello storico Palazzo Crova a Nizza Monferrato.

Foto: Paul Crespel

MONUMENTO AI CADUTI DI CAVAION VERONESE

Il Monumento ai Caduti di Cavaion Veronese, a memoria dei Caduti di tutte le guerre, si erge nella piazza della Chiesa, in uno dei punti più panoramici del paese. La storia dell’erezione del monumento, analogamente ai molti progetti monumentali del territorio, nasce nel dopoguerra ad opera della Sezione locale dell’ANCR, che cominciò a lavorare al progetto e a raccogliere fondi tra i cittadini per la sua realizzazione.
Il progetto originale prevedeva l’erezione di un obelisco commemorativo ma, per una curiosa vicenda, scoperta recentemente grazie al ritrovamento di alcuni documenti della sezione ANCR, si è potuto conoscere la vera storia del gruppo scultoreo. Si tratta di una copia in marmo del Monumento ai Caduti in bronzo della scultrice Claudia Formica realizzato per il Comune di Incisa Belbo oggi Incisa Scapaccino (AT) e collocato nella piazza del Municipio il 6 novembre 1927.
Durante la guerra, nel 1942-43, la scultrice piemontese Claudia Formica inviò alla Cooperativa Marmisti G. Piatti di Sant’Ambrogio di Valpolicella, una copia in gesso del Monumento di Incisa Scapaccino affinché venisse eseguita la traduzione in marmo del complesso statuario. Tale copia marmorea avrebbe dovuto sostituire l’originale in bronzo destinato alla fusione nell’ambito della campagna “cannoni per la Patria”. Per una complicata serie di avvenimenti la statua bronzea di Incisa Scapaccino non venne requisita per la fusione, cosicché la copia in marmo rimase abbandonata nei cortili della Cooperativa di Sant’Ambrogio. Nella seconda metà degli anni ’50 il Presidente della Cooperativa Beniamino Vittorio Cecchini, propose l’acquisto del gruppo scultoreo al Comitato Cavaionese e si fece da mediatore con la proprietaria dell’opera, la scultrice Claudia Formica la quale diede consenso alla vendita e fornì proposte per la realizzazione del piedistallo in modo tale che il complesso monumentale fosse armonicamente proporzionato e posizionato correttamente nella piazza della Chiesa.
Il Monumento ai Caduti di Cavaion fu inaugurato il 28 agosto 1960.

Tratto da: Galvanini G.-Zanetti D.”La curiosa storia del Monumento ai Caduti di Cavaion”, CTG El Preon, 2024