Trama: Tenero, sempliciotto, goffo e “co un bojo de manco”, il Ruzante è un personaggio che tocca il cuore e che dice la verità così com’è, anche se la sua verità scaturisce quasi sempre da una parola scappata di troppo.
Siamo nel contesto delle Alpi, nel 1919 sul sacro Monte Grappa, e proprio qui tristi sorrisi e involontaria comicità si mescolano a traffici furbeschi, paroloni altisonanti, piccoli sotterfugi ed elogi alla Patria per spiegare e tingere le crude assurdità della guerra e le profonde differenze di visione.
In questo guazzabuglio alpino sarà una voce a implorare il “DEME NA MAN”, quella di uomo con un “goto de vin” e due pensieri in croce. Un grido comico detto da un mutilato, ma un grido condiviso anche dall’umanità: aiutare ed essere aiutati!
Emerge tra varie risate ed una lacrimuccia il messaggio più semplice, più onesto e più sincero: “Sarebbe una festa per tutta la terra fare la pace prima della guerra. ” Cit. Gianni Rodari